25 Ottobre 2021
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IL SOLITO (RETRO) GUSTO

Iniziare una corsa sapendo di aver già perso. Vedere un film di cui si conosca già l’epilogo.
Fare una dieta dimagrante sapendo
che non si raggiungerà mai l’obiettivo.
Alla vigilia del campionato, mancano una ventina di giorni mal contati al fischio d’inizio, la sensazione è quella, amara, della rassegnazione.
Non rassegnazione sportiva, per quella finché c’è vita c’è speranza, ma quella di vedere, finalmente, un cambio di rotta.
Invece il sapore amaro è quello dell’aereo di linea che consegna Shomurodov, speriamo questa volta senza la tuta d’ordinanza, alla sua nuova esperienza agli ordini di mister José.
Sia chiaro, vendere un calciatore come l’uzbeco acquistato a sette e venduto a quasi il triplo in nemmeno dodici mesi, per una società come il Genoa, è normale, mi spingo a dire quasi giusto.
Il problema non è questa cessione.
Il problema è il modo di operare consueto e consolidato del “prima mi vendo anche le miande eppoi semmai penso a comprare”.
Il problema sono le parole di Strootman.
Il problema è il silenzio di un personaggio che non fatica a fare i fatti suoi.
Sempre e comunque.
Parlavo di rassegnazione, perché tutti sappiamo che le cose non cambieranno, almeno a breve.
Per certo una squadra la si metterà in cantiere anche quest’anno, magari nemmeno così scarsa, ma questa è l’unica cosa di cui sia certo..
Senza un progetto a medio termine si faranno sempre e solo le solite brutte figure.
Tra un esonero di un DS capace ed il cambio di guida tecnica, tra una licenza non ottenuta ed un procuratore che rivendica la sua commissione, tra un arbitrato e l’altro, inizierà anche questa nuova avventura.
Il tutto con l’accondiscendenza, che sconfina quasi nel servilismo, di chi dovrebbe fare informazione.
Il problema non è certo lottare per sopravvivere, e nemmeno sopravvivere lottando.
Il problema è uno solo.
La vergogna è una sola.
La macchia è una sola.
Fa e disfa con una costanza che nemmeno Penelope.
Qui, però, non si tratta di promesse ai Proci, ma di abusare della pazienza di un popolo, follemente innamorato della sua passione.
Ecco la passione del popolo genoano.
Si possono utilizzare tutti e due i significato di questa parola.
Perché il genoano ha, e da sempre vive, una passione.
Nemmeno tu, incapace di riconoscerci come vera forza di questa squadra, riuscirai a farcela scappare. Perché, per certo, prima o poi passerai e noi rimarremo.
Sempre orgogliosi di averti abbandonato al tuo meritato crepuscolo sportivo.
Sempre fieri di esserti contro ed essere contro quei quattro ciarlatani che ancora ti vengono dietro con la lingua sempre pronta a difendere l’indifendibile ed a leccare per il gusto di esserti scudieri.
Luca Ferrari

Luca Ferrari
Luca Ferrari, che di sè dice: “Ciao a tutti, mi chiamo Luca Ferrari, sull’età sorvolerei… Sono zeneize purissimo sangue. Sono malato di Genoa, tanto da perdere il senno. Segni particolari : bellissimo….”

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