03 Dicembre 2021
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IL SACERDOTE

La storia del Genoa, si sa, è uno scrigno pieno di eventi e date da ricordare. Destino volle che la mitica Fossa dei Grifoni decise di chiudere i battenti proprio nell’anno in cui il Genoa stava per compiere il suo primo secolo di vita, nel Luglio del 1993, ad un passo da quel fatidico 7 Settembre, talmente iconico da essere festeggiato pure dai “competitors”.
Quando un gruppo di quella portata, verso il quale ogni genoano provava un’ identificazione totale, decide di sciogliersi è come se avvenisse un terremoto di settimo grado all’ interno di una tifoseria e non è scontato riempirne il vuoto. Ci fu un ricambio generazionale, attraverso sigle e volti nuovi, ma il problema fondamentale era non far spegnere il fuoco sotto il vulcano della Nord.

I primi tentativi, con ragazzi volenterosi che si alternavano alla “consolle”, diedero risultati poco incoraggianti, la Nord era come un motore fuori giri, a volte si accendeva, ma poi non teneva la strada e lentamente si spegneva.

Credo sia nato in quei giorni il soprannome di “Sacerdote” per Roberto Scotto, che è qualcosa di più di uno che fa cantare le curve. È l’ officiante, lo sciamano che conosce i riti ancestrali, colui che rende i numi propizi affinché la magia si compia. Inutile dire che mai appellativo è stato più azzeccato. Quando Scotto imbracciava il megafono, voleva dire che il Grifo aveva bisogno ed il solo suo stagliarsi fiero dalla balaustra mandava in trance ottomila belve che urlavano come ossessi il loro amore per il “Vecchio Genua”, unendo passato e presente, primo secondo e terzo anello. A quel punto non ce n’ era più per nessuno, il vento della Nord col suo vortice risucchiava tutto.

Chiaro che Roberto Scotto è stato anche molto altro, dai vent’ anni magici vissuti da protagonista assoluto dentro uno dei gruppi più incredibili del panorama ultrà italiano agli scontri di Via Ferreggiano fino alla cooperativa stadio e alle tante iniziative benefiche sempre in prima linea per una giusta causa. Errori certo, chi non li commette, ma il Genoa e il suo bene sempre come stella polare.

Vengono poco a poco a mancare, uno dopo l’ altro, i grandi personaggi del tifo genoano senza che si vedano all’ orizzonte nuove figure in grado di prenderne il posto. Probabilmente è un segno dei tempi, di un calcio che via via sta smarrendo il suo lato popolare e romantico.

Ciao Grande Sacerdote, imbraccia ancora il tuo megafono che il Terzo Anello è pronto alla pugna!

Un tifoso rossoblù

Luca Calzetta
Luca Calzetta, 43 anni di Genoa vissuti con grande passione e amore. Dice “ho la fortuna di far parte di questo mondo come osservatore e sono il direttore di Realtà Genoana la pagina più seguita dai Genoani”.

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