25 Ottobre 2021
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128….VERSO L’INFINITO E OLTRE

128…..verso l’ infinito e oltre.
Si potrebbe dire così, parafrasando il simpaticissimo Buzz Lightyear della saga di Toy Story, a proposito del compleanno del Genoa.
Il club più antico e nobile d’ Italia, sebbene un po’ malfermo, porta ancora più che bene tutto il suo carico di leggenda, fatto di trofei e primogeniture come nessun altro in Italia. Unico club, tra quelli in attività, membro fondatore della Federazione Italiana Gioco Calcio e unico superstite tra i quattro che disputarono il primo campionato, nonché dei due che giocarono la prima partita ufficiale di football in Italia.
Vincitore di 6 tra i primi 7 titoli nazionali e perciò detentore dei 2 trofei più antichi del calcio italiano: la Coppa Duca degli Abruzzi (detta anche Challenge Cup, ritrovata dopo oltre un secolo) e la Coppa Fawcus. Basterebbero questi pochi dati a racchiudere la leggenda del Genoa, invece c’è molto altro, a fare del Cricket and Football Club la vera scintilla del calcio.

Primo club ad istituire il settore giovanile, a disputare un incontro internazionale in Italia e primo a recarsi all’ estero.
Primo ad istituire la figura dell’ allenatore con Mister Garbutt, a terminare un campionato imbattuto con 22 vittorie e 6 pareggi e a cucire sulla casacca lo scudetto tricolore.
Primo a disputare una competizione continentale per club.
Primo, infine benché defraudato , a vincere il decimo scudetto sul campo, vittima dei soprusi fascisti di Leandro Arpinati e delle sue squadracce nel 1925.
Questi solo alcuni dei primati del Genoa, non tenendo conto delle innovazioni apportate sui sistemi di gioco (primo club a passare dal Metodo al Sistema) e sulle tecniche di allenamento e riabilitazione (Alberti primo giocatore operato con successo di menisco) oltre al fatto che, caso unico in Italia, da 110 anni disputa le partite interne sullo stesso terreno di gioco, che a suo tempo edificò e mantenne.

Veniamo ai nostri giorni.
Moti genoani, specie tra i più giovani, percepiscono la magia del Genoa, ma non sanno che una leggenda non potrebbe durare così a lungo se prima non ci fossero state le vittorie. I miti si edificano sulle vittorie, vale per il Genoa come per il Real o il Liverpool.
Se siamo ancora qui, oggi, è perché per trent’ anni (30) abbiamo totalizzato il maggior numero di punti e per quaranta circa abbiamo lottato quasi ogni anno per il titolo, collezionando una decina di secondi posti non divenuti primi per un nulla.
Fino al 1958 siamo stati la squadra più titolata d’ Italia, scalzati dalla Juventus, che è la sola oltre noi ad aver comandato l’ Albo d’ Oro.
Per cui ok “sei genoano vuoi anche vincere?” ma sarebbe anche l’ ora di un “son genoano, voglio vincere”.

Oggi più che mai dobbiamo riallacciare i fili della nostra storia con quelli di un destino che da vincenti ci ha trasformati in eterni Ulisse alla ricerca della nostra Itaca perduta.
Speriamo solo che gli americani abbiano capito bene che stanno per maneggiare la gemma più preziosa del football italico.
Ed agiscano di conseguenza.

Realtà Genoana

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