17 Gennaio 2022
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Home Dalla Redazione LA MONTAGNA DA SCALARE.

LA MONTAGNA DA SCALARE.

La partita di ieri ha messo in mostra un Genoa deprimente. Non ci sono molti giri di parole da fare. I passi indietro rispetto alla buona prova di Udine sono stati molteplici, pur considerando il valore ben superiore dell’avversario.
Dignitoso il primo tempo fino al secondo gol preso (nulla da eccepire su Sirigu durante il campionato, ben di più sui primi due gol di ieri sera), pessimo il secondo.
Fondamentalmente il Milan, troppo più forte di noi, si è allenato visto che nell’ultima mezz’ora ha smesso di giocare.
In ogni caso, il solo pensiero di prendersela con un allenatore appena arrivato è folle.
Shevchenko si sta trovando di fronte ad un calendario impossibile da affrontare con una squadra già scadente di suo e pure nettamente indebolita rispetto a quella allenata dal suo predecessore, dato che Destro, Criscito, Caicedo, Fares e Maksimovic l’allenatore ucraino non li ha avuti a disposizione neppure per 5 minuti.
E per di più gli scontri diretti per la salvezza erano tutti precedenti al suo avvento.
Le ultime 4 partite del girone d’andata non lasciano presagire chissà quali risultati; l’importante a sto punto è non presentarci nel 2022 con troppo ritardo da chi ci precede.
Il Genoa in 3 delle ultime 5 stagioni si è salvato solo per la pochezza delle squadre avversarie, mentre quest’anno, al momento, sembra che solo la Salernitana sia impossibilitata a salvarsi.
Uno scempio che avrebbe fatto imbestialire pure Padre Pio.
Quest’anno dal canto nostro abbiamo una carta in più da spenderci: una società seria che, si suppone, metterà mano al portafoglio sul mercato di gennaio.
Tuttavia, così come non è corretto lasciarsi andare a dichiarazioni catastofistiche come “siamo già in B!”, non è neanche pensabile esaltarsi e credere che a gennaio il Genoa diventerà il Real Madrid.
Il mercato invernale infatti è una sessione complicata, dove difficilmente le squadre di metà classifica lasciano partire dei loro titolari o le grandi squadre lasciano andare delle riserve (peraltro con ingaggioni), se si giocano obiettivi importanti.
E soprattutto: giocatori quotati accettano di venire in una squadra in zona retrocessione? Difficile, anche se i soldi possono essere un buon argomento.
Il panorama estero invece offre tantissime soluzioni, però o i giocatori, giovani o datati che siano, sono già affermati a buoni livelli o la giovane scommessa non si può fare in una situazione così travagliata di classifica e in un campionato difficile come la serie A. Ha molto più senso d’estate allora.
Chi scrive non ha dubbi che il Genoa sarà rinforzato a gennaio e che si giocherà la salvezza fino alla fine, ma non diamo per scontato di ritrovarci con chissà cosa in mano.
Serve un’impresa per portare a casa le penne a fine stagione e bisogna aumentare il ritmo sulle montagne del campionato, come fece Pantani al Giro d’Italia e al Tour de France nel suo magico 1998.
La salvezza non è dura come un Mortirolo, quello no, come una Madonna della Guardia sì però.

Vittorio Semino
Genovese, 30 anni, "malato" di calcio e ciclismo (non quello blucerchiato), il Grifone come fonte di gioia e (troppo spesso) amarezza.

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