17 Gennaio 2022
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GLI ESUBERI.

Il Genoa ha già chiuso in tempi rapidi 3 operazioni, spendendo 11,5 milioni.
Tanti, per acquisti sensati e sulla carta pronti per il presente e per il futuro.

Se Østigard sembra un acquisto più per fare rosa e sostituire numericamente qualche partente, Hefti e Yeboah sono stati due colpi importanti e costosi, giocatori “mirati”.
Adesso si rende necessario mettere le mani su uno o due centrocampisti importanti e su due ali (nel caso in cui sia sempre attuale l’idea del 4 – 3 – 3) o una seconda punta (in caso di 3 – 5 – 2) con passo, che saltino l’uomo e abbiano strappo (ecco, magari non muscolare).
Qualcuno, in questi reparti sguarniti di qualità, sarebbe già dovuto arrivare prima dello Spezia, non nascondiamoci.
Lo stesso Sheva dopo il Sassuolo è parso un pò affranto dalla mancanza di innesti in alcuni settori del campo.
Si pone però un problema non da poco per la nuova società e il nuovo D.S.: che, oltre ad acquistare, il Genoa è costretto a disfarsi pure di autentici “pesi” ereditati dalla scellerata gestione precedente.
Con pesi non alludiamo ad assenti perenni come Maksimovic o i finora deludentissimi Caicedo e Fares, perché nessuno di noi in partenza aveva nulla contro questi acquisti, anzi ne eravamo ben contenti: nessuno poteva presagire situazioni simili in relazione a costoro.
Alludiamo a Biraschi, Radovanovic fuori rosa da agosto, al bradipo Tourè, all’inutile Galdames, perfino a Melegoni, che probabilmente ha anche delle qualità, ma non è considerato dal mister ed è un pò “trasparente”.
Francamente anche dei titolari come Badelj ed Hernani stanno disputando una stagione immonda, sono lentissimi e sbagliano qualsiasi pallone.
Qua conta il presente, non i 7 gol di Hernani a Parma (dove aveva ugualmente perso il posto) o la ottima stagione scorsa di Badelj!
Davanti Ekuban è in uscita, ma sono ancora in rosa Bianchi, da prestare, e Caicedo, del quale è ancora misterioso il futuro.
Quasi tutti ingaggi che pesano e con i quali bisogna fare i conti.
Adesso testa allo Spezia, partita nella quale servono i 3 punti anche senza centrocampisti o seconde punte di qualità.
Non c’è santo che tenga stavolta e tutti, da Sheva ai giocatori, sono chiamati a rispondere presenti in casa e contro una squadra limitata (non che noi siamo il Real, anzi) ed in palese crisi.
Poi speriamo che Spors agisca nei ruoli rimasti ancora scoperti, dove non esistono passo e qualità.
I segnali di mercato sono confortanti e chi ben comincia è a metà dell’opera.

Vittorio Semino
Genovese, 30 anni, "malato" di calcio e ciclismo (non quello blucerchiato), il Grifone come fonte di gioia e (troppo spesso) amarezza.

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