07 Ottobre 2022
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TEMERE NESSUNO, RISPETTARE TUTTI 

Vittoria meritata, strameritata. Gioco, pressing, velocità, lucidità. Reazione importante per cercare a tutti i costi i tre punti. Alla faccia di chi “Blessin è un catenacciaro e sa solo difendere”. Una squadra che ha una sua identità, una mentalità improntata alla ricerca della vittoria. Una squadra ben messa in campo. Ovvio, c’è da migliorare qualcosa. Sicuramente quando cala il ritmo il Genoa va un po’ in difficoltà e l’arrivo di Aramu sarà utile per scardinare le difese e dare quel lampo di fantasia quando la fatica annebbia un po’ la mente. Ma dobbiamo stare calmi. Essere lucidi anche noi tifosi. Il campionato di B è un campionato già di suo balordo e difficile. Una categoria “bagascia” come poche. Ed il Genoa deve essere capace di gestirsi e di gestirla. Rinnovo il pensiero espresso già ieri sera in un commento: calma e gesso. Evitiamo di pensare di andare a dominare su ogni campo, scordiamoci di pallottoliere ed altre cose. Il Genoa è si forte, ma dovrà affrontare squadre rognose, ostiche. In campo ci sono anche gli avversari, che non vengono a far passerelle, ma proveranno a vender cara la pelle. E se dovesse capitare di vincere sculando all’ultimo secondo, agguantare un pareggio per grazia ricevuta o (speriamo raramente) uscire sconfitti, evitare di rimpolpare le fila dei menabelini tuttologi, quelli che già sanno, i nemici del Genoa che sperano nei fallimenti per gongolare della loro lungimiranza (ripeto che sembrano i mariti che sperano di essere traditi dalla moglie per poter dire che l’hanno sempre saputo di aver sposato una bagascia). Il Genoa c’è, soprattutto mentalmente. E con Ilsanker, Sturaro e Yalcin fisicamente pronti, Aramu ed altri rinforzi dal mercato potremmo essere la squadra da battere. Non ho detto ammazza-campionato, badate bene. Non iniziamo a chiedere la testa dei giocatori (leggasi Martinez) ma compattiamoci per sostenere il Genoa. Temere nessuno, ma rispettare tutti.

OVUNQUE E COMUNQUE

Stefano Zaghi
Stefano Zaghi
34 anni, ferroviere. Papà mi ha trasmesso la malattia per il Genoa. "E capire tu non puoi, se non sei come noi"

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