31 Gennaio 2023
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Genova

PUNTO E CAPO

Da come si sono sviluppati i fatti sul campo e in sala stampa nelle ultime settimane abbiamo capito che si è creata una spaccatura tra staff tecnico e una parte di calciatori che ha raggiunto l’apice nelle dichiarazioni del dopo partita di Perugia.
Col senno di poi, rileggendo le dichiarazioni di Blessin degli ultimi 3/4 prepartita io ho anche capito che lanciava segnali allo spogliatoio quando diceva che ci vuole determinazione e che la prestazione deve essere convincente.
Probabilmente dopo Perugia c’è stato un confronto tra le parti con l’obbiettivo di chiarire una volta per tutte la situazione, speriamo che sia stato utile e costruttivo per il bene del Genoa.
Sulla scelta di confermare Blessin non mi espongo anche se io lo avrei esonerato, ma il mio giudizio, oltre a contare meno di 0, è sicuramente figlio del sistema calcio italiano che impone il cambio tecnico quando non arrivano i risultati e le prestazioni.
Non è mia intenzione difendere o accusare una delle parti perché non ho la conoscenza dei dettagli, ma immagino che la Società abbia dettato questa linea, sulla quale ha investito quattrini, diversa da quelle alle quali siamo abituati e in coerenza con il loro programma per il fatto che se qualche calciatore ha mal di pancia deve capire che è un dipendente e non può decidere quale sia la guida tecnica adatta.
Questo segnale lo abbiamo visto anche lo scorso anno quando, dopo Sheva, giravano notizie del fatto che lo spogliatoio volesse un tecnico italiano.
Sono situazioni delle quali si è sempre parlato quando si cambia allenatore sentendo frasi tipo ” la squadra gioca contro il tecnico” oppure ” i calciatori non si impegnano perché non accettano le scelte del tecnico” o altre frasi fatte e ripetute sempre.
Detto queste banalità aggiungo che poco importa chi abbia ragione o torto, di solito la verità sta nel mezzo, ma una cosa è certa, la Società ha dato un segnale forte e importante alla squadra e in modo particolare alla piazza compresa la stampa, il tecnico è questo quindi il programma è fatto con lui e con quel direttore sportivo, a chi non sta bene si faccia da parte.
Che si giusto o sbagliato, accettato o no questo è quello che ha deciso la proprietà e quindi ce ne dobbiamo fare una ragione rilevando che la proprietà è determinata e non si fa condizionare da nessun elemento esterno a se stessa, una novità per il calcio italiano.
Domenica vedremo se si è risolto tutto, vedremo anche quali calciatori sembrano dilettanti o forse questo non lo vedremo se tutto è davvero risolto.
Io cercherei di mettere da parte l’ultimo mese e ripartire tutti insieme uniti nella speranza che non ci siano contestazioni per evitare che questi si scazzino ancor prima di raggiungere o di non raggiungere un obbiettivo, tanto la loro linea non cambia.
Siamo ancora in piena corsa al terzo posto, continuiamo a fare la nostra importante parte stando vicino al Genoa.
Spesso per far andare le cose nel modo giusto una bella lite può essere costruttiva.
Non è finita e non finirà mai!

Cordiali Saluti
Alessandro Brusatin

Alessandro Brusatin
Alessandro Brusatin
Alessandro Brusatin, non sono tifoso, sono geneticamente Genoano. Questo e tutto e spiega tutto!

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