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20 Luglio 2024
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Como Genoa, partita dal sapore antico ma mai stantio

Sapore del vecchio calcio, quello di una volta, quello che ai più oggi è sconosciuto. Partite in contemporanea, in inverno alle 14.30 per poi spostarsi sempre più verso la fine della giornata in coincidenza con l’evolversi della stagione (anche) metereologica.

Sapore partite “viste” con gli occhi di illustri e bravi, ora si direbbe quasi prosaici, radiocronisti che raccontavano con una proprietà lessicale da far invidia agli odierni professori di scuola, le partite della domenica; cronisti come unici testimoni di un calcio senza, o meglio con pochi, occhi artificiali. Senza la cam dei sedici metri, senza le immagini vivisezionate, senza la moviola all’eccesso, senza tanti sofismi che ora ci paiono inevitabili.

La radiolina che rendeva gracchianti anche le voci di chi invece aveva un timbro austero, quasi signorile. Voci che sono entrate nell’immaginario collettivo di ogni vecchietto. Voci che ci hanno regalato emozioni, per noi spesso negative, ma comunque vere.

Il “rimpallo di linea fino al termine”, oppure “l’interruzione solo in caso di gol, per i finali chiamo io”, sono frasi di un nostalgico che impugnava la radio e “vedeva” la partita del suo Genoa, spesso sommersa tra le emozioni di altri. Sommersa tra il racconto puntuale, preciso delle gare degli squadroni (gli stessi di oggi) e “le altre di B”.

Ecco, la prossima partita del Sinigaglia, altro pezzo di storia del calcio d’antan, è un po’ (anche) tutto questo ed allora prendendo spunto dalla segnalazione del nostro amico Genoano di Como Gianfranco, ci vengono segnalati alcuni parallelismi che vanno aldilà dei valori dei singoli calciatori.

Il Braglia (anche lui lariano) dell’Anfield con il nostro attuale Martinez. Farfalle in volo a protezione della rete con l’entusiasmo e la pazzia proprie di chi sa volare.

Un accostamento tra l’eleganza smisurata di Maurizio “Ramon” Turone con quella mostrata da Alessandro Vogliacco. Pulizia d’intervento, visione di gioco e faccia buona, quasi dissacrante.

Ora tenetevi forte, il dribbling e la leggiadria “potente” di Albert a confronto con la classe, l’estro, la pulizia e l’immensa fantasia di una certa farfalla volata via troppo in fretta. Del giocatore che ha fatto smuovere una intera tifoseria pronta anche a metterci del proprio (tanto) pur di poter godere, tentativo ahimè fallito, delle gesta di Sua Maestà Gigi Meroni.

Ecco, il nostro amico, custode di antichi riflessi, ci segnala questo.

Noi ci abbiamo fantasticato salendo sulla macchina del tempo senza voler in alcun modo essere dissacranti.

Como Genoa è (anche ) questo.

Il consiglio per chi non abbia potuto vivere il vecchio calcio di cui abbiamo parlato, è quello di “ingaggiare” uno con i capelli bianchi, anche brizzolati va bene, per farsi raccontare un po’ di quello che era il calcio e che ora non è.

“Attenzione Enrico, intervengo dal Sinigaglia…..” ad ognuno la chiosa che preferisce…..

Luca Ferrari
Luca Ferrari
Luca Ferrari, che di sè dice: “Ciao a tutti, mi chiamo Luca Ferrari, sull’età sorvolerei… Sono zeneize purissimo sangue. Sono malato di Genoa, tanto da perdere il senno. Segni particolari : bellissimo….”

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