03 Dicembre 2021
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DA FAGGIANO A SCAMACCA, PASSANDO PER MARAN

Il sapore dolce del day after è da gustare con soddisfazione.
Precisiamo subito: non si è fatto più di quanto fosse lecito attendere, ma come sempre quando gli scenari volgono al brutto, ciò che razionalmente sarebbe normale, praticamente diventa un’impresa.
L’impresa la compiono due grandi artefici, antitetici nella natura, ma legati da un doppio filo.
Preziosi e Ballardini.
Se il primo sta compiendo l’impresa di far disamorare la gente, il secondo cerca, riuscendoci, di mettere pezze ai buchi generati da sua eminenza il re di cogliate.
È un film già visto. I propositi sono gli stessi di chi spergiura che dal giorno successivo si metterà a dieta. I risultati sono quelli che sarebbero ottenuti dal sottoscritto in un concorso di bellezza.
Così all’alba di questa stagione si punta sul nuovo. Si contrattualizza il direttore più in rampa di lancio del calcio italiano.
Daniele Faggiano, dopo aver fatto le nozze con i fichi secchi a Parma, accetta il corteggiamento del signor miglior presidente di tutti i tempi di tutte le società attualmente in essere sul globo terraqueo, ed approda, non senza lo stupore di tutti, al Signorini.
Uomo di calcio, giovane, intraprendente, non “affiliato” ad alcuna ghenga, ma certamente introdotto nel mondo della pedata e soprattutto stimato da tutti gli addetti ai lavori.
Le difficoltà sono molte, l’allenatore arriva dopo un tourbillon di contatti e non è certo la prima scelta.
Il mercato si dipana con idee e situazioni positive.
Badelj, Zappacosta, Zajc, il promettente Czyborra, Melegoni, Perin, Pjaca e Pelligrini sono nomi che per il nostro target sono adeguati. In più la scommessa, per molti versi vinta, Scamacca.
Non tutte le scelte si riveleranno azzeccate, ma fare la moltiplicazione dei pani e dei pesci non è roba semplice.
Purtroppo tutti sappiamo che chi collabora con il presidente dev’essere un uomo con una certa propensione al “si” facile e capace di farsi scivolare addosso critiche e mugugni assortiti. Profilo, questo, che mal si addice al rampante diesse pugliese.
La rottura da tanti pronosticata, arriva puntuale come un rigore negato al Genoa.
E così si riparte da chi solo qualche mese prima aveva salutato la banda.
I risultati sul campo non sono certo lusinghieri ed anche il tecnico, qui in maniera giusta e forse tardiva, viene allontanato.
Non è nemmeno necessario un casting in quanto la ragione, che per una volta ha il sopravvento sulla presunzione, vince e restringe il campo a due soli nomi. Nicola, ancora sotto contratto in quanto inspiegabilmente lasciato a casa dopo il miracolo della stagione precedente, e mister salvezza sicura al secolo Davide Ballardini.
La scelta cade sul secondo e le cose cambiano radicalmente fino all’epilogo di ieri.
Nel mezzo un mercato di riparazione da quattro con l’unica eccezione del colpo Strootman portato avanti con abilità da Marroccu, del quale non possiamo far altro che parlare bene.
Ora si riparte, con la categoria mantenuta e con incognite grosse come il mondo relativamente a chi saranno mister e calciatori per la prossima stagione.
Eh, si, perché se con il raggiungimento della salvezza il contratto del mister si è rinnovato automaticamente, le sue parole pronunciate ieri sera aprono mille scenari.
Per ciò che concerne la rosa, stanti gli investimenti tendenti allo zero, per certo ci sarà da farsi del nervoso.
In tutto questo chi ne fa le spese sono le coronarie e gli umori, sempre più neri, dei tifosi.
Così non si può andare avanti, urge un cambio societario od un’inversione, apparentemente impossibile, di tendenza perché il genoano ne ha il belino, si sono francese, pieno.
Forza Genoa e grazie ragazzi.

Luca Ferrari
Luca Ferrari, che di sè dice: “Ciao a tutti, mi chiamo Luca Ferrari, sull’età sorvolerei… Sono zeneize purissimo sangue. Sono malato di Genoa, tanto da perdere il senno. Segni particolari : bellissimo….”

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