15 Aprile 2024
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L ‘ANALISI DI UN FESSO

Provo a fare una mia personale analisi, senza supponenza, senza magari esserne competente.
L’analisi di un fesso, appunto.
La sconfitta di Parma riaccende le luci su un grosso problema, che ritengo sia il vero problema. Credo che si debba scindere, per quanto riguarda la società, il lato proprietà dal lato tecnico.
La proprietà sta investendo e tanto sul marchio, sulla ristrutturazione economica, sta costruendo su macerie che ci avrebbero cancellato dal calcio.
Debiti che escono come funghi ad ogni apertura di cassetto ma con una volontà di creare e di far diventare il Genoa una squadra “normale” come la maggior parte delle squadre in Europa: centro sportivo, scouting, marketing e via dicendo.
Inutile attaccare la proprietà. Il problema per me, è da cercarsi nel comparto tecnico. Credo che nella dirigenza ci siano due correnti che male si sposano tra loro. La corrente “tedesca” che punta ad un calcio europeo, fatto di scouting e progettualità (affascinante ma rischioso) e la corrente “italiana”, più portata al risultato immediato (più pratico ma meno dilatato nel tempo).
Per come la vedo io, entrambe sono valide ed entrambe hanno difetti. Il punto sta nella difficoltà di farle combaciare. Perché difficilmente puoi fare scouting arrivando sul campo al risultato immediato e sappiamo che la pazienza non è virtù genoana.
Forse l’unica riserva che mi sento di muovere a Mr. Wander e Mr. Pasko è questa: capire e scegliere quale percorso seguire. Se affidarsi allo scouting per un progetto pluriennale che ci porti nel tempo a costruire qualcosa, oppure se affidarsi alla politica del risultato immediato. E badate bene: nel primo caso serviranno anni per arrivare ai risultati. Nel secondo caso si vedranno i risultati ma poi si dovrà affrontare la fase fiosiologica del rinnovamento. La speranza è che finalmente si decida cosa il Genoa deve essere.
Che si segua una linea comune. Perché, secondo me, questa silenziosa ma latente “guerra” intestina non giova e non gioverà al Genoa. Ma è solo l’analisi di un fesso…

OVUNQUE E COMUNQUE

Stefano Zaghi
Stefano Zaghi
34 anni, ferroviere. Papà mi ha trasmesso la malattia per il Genoa. "E capire tu non puoi, se non sei come noi"

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