07 Dicembre 2022
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Il calcio non è matematica

Mi dico e mi ripeto le partite sono prestazioni e non equazioni. Un campionato è una somma di partite. Il calcio non è matematica.

Il risultato finale di una squadra, in una partita e in un campionato, può essere superiore o inferiore alla somma dei valori individuali.

Anche la regola matematica “cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia” non vale nel calcio, dove, cambiando l’ordine dei fattori, il risultato può cambiare come no.

Alcuni banali esempi:

  • L’Italia campione d’Europa non si qualifica ai mondiali (ohibò). L’allenatore non viene cambiato, si introducono dei giovani, l’Italia entra tra le quattro finaliste di Nations League
  • Disastroso inizio di campionato per la Juve, eliminazione dalla Champions, crollo della stima verso l’allenatore. Nessun cambio sostanziale, sei vittorie consecutive, Juve terza in campionato e potenzialmente in corsa per l’Europa League
  • Serie B: dall’inizio campionato 9 squadre su 20 esonerano l’allenatore (Benevento, Como, Cosenza, Palermo, Perugia, Pisa, Spal, Sud Tirol e Venezia), forse 2 ne ricevono un beneficio

Si può continuare a lungo con esempi di allenatori che hanno rilanciato la squadra o non hanno modificato di un millimetro la loro traiettoria (vedere i recentissimi casi da un lato di Palladino, dall’altro di Bocchetti e Stankovic); personalmente mi sembra più statisticamente probabile che non cambi un granché.

La mia personale interpretazione del campionato del Genoa finora è di aver visto una squadra con il freno a mano tirato che, nelle ultime tre giornate, lo tira ancora di più.

Certamente il famoso modulo di Blessin sembra non fittare completamente con i giocatori e viceversa, ma non so se c’entra davvero questo con i risultati e con la delusione che proviamo.

Vedo un Frosinone primo in classifica e al settimo cielo (è normale) ma anche una Reggina seconda con due punti più di noi dove tutti sono felici e l’allenatore viene dichiarato santo e mago; una Ternana a pari merito con noi che nelle ultime 4 giornate di punti ne fa 3 (1 sconfitta e 3 zero a zero) ma dove nessuno si sogna di mettere in discussione il mister Lucarelli.

Nel gruppetto di testa c’è invece un Genoa terzo a 23 punti dove tutti sono infelici e si vive da settimane un clima di fallimento.

Dalle prime uscite di campionato è partito un borbottio costante e crescente che ripete che non segniamo, poi che non vinciamo abbastanza in casa, poi che giochiamo male.

Mi auguro che squadra e mister non siano troppo esposti da questo continuo lamento; purtroppo, anche se riuscissero a restarne esenti, si renderanno conto da soli della situazione: non segniamo, non vinciamo abbastanza in casa, giochiamo male.

Si tratta di un fenomeno detto auto-avverarsi delle aspettative (qui negative); oppure si può chiamare anche ansia da prestazione.

In Genoa – Como ho visto un Genoa che, sotto la spinta dell’ambiente, abbandona il suo gioco consolidato e studiato per mesi e cerca di allinearsi al gioco di tutte le altre squadre di B: palle lunghe, verticalità, corsa ma anche agitazione, caciara, falli sistematici.

Solo che la nostra squadra questo non lo sa fare perché non l’ha costruito: il risultato è scarso e abbiamo anche abbandonato quello che c’era di buono: controllo della partita, superiorità tecnica, trame fitte, rischi molto bassi.

Non so dire cos’è e come si può risolvere, ma penso il problema sia la testa e non il fisico: se si potesse fare la squadra dovrebbe andare a mangiar fuori e farsi quattro risate piuttosto che insistere a deprimersi e aumentare i carichi di lavoro degli allenamenti.

E poi non dimentichiamoci sempre di vedere anche il bicchiere mezzo pieno.

Il mio bicchiere (più che) mezzo pieno contiene molte cose che ci siamo ripetuti a lungo ma che adesso stiamo perdendo di vista: una società seria e ricca, una rete mondiale di società di calcio, un progetto pluriennale di medio-lungo termine, uno scouting di livello internazionale, una cura estrema dei dettagli, una comunicazione efficace e fresca, uno staff tecnico che cresce, una squadra femminile che si prova a far crescere, delle giovanili fantastiche e persino un campione del mondo che allena la Primavera.

Ma il mio bicchiere mezzo pieno contiene anche molte cose che sento citare molto meno:

  • A prescindere dai risultati il Genoa è continuo e quadrato, mai altalenante
  • E’ sempre stato finora tra la seconda e la quinta posizione in classifica
  • Non ha mai subito imbarcate, ha perso meno di tutti (solo 2 volte, come il Bari)
  • E’ la seconda miglior squadra per gol subiti (11, dopo il Frosinone che ne ha presi 7)

Anche se è chiaro che le ultime partite danno dei segnali di peggioramento da non prendere sotto gamba, a me tutta sta marea montante di malcontento non sembra tanto giustificata guardando i dati; mi sembra molto utile, invece, a mantenere la squadra nell’infelicità e a far peggiorare ancora i risultati.

Forza Genoa

di Giulio Pontiggia

Andrea Stegani
Andrea Steganihttps://www.realtagenoana.it/2021/02/05/mio-padre-genoano/
47 anni, grafico web designer. Il Genoa è la mia malattia fin da bambino. Mi ritrovo molto in questa citazione: non amo il calcio, amo il Genoa!

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