17 Gennaio 2022
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LA LUNGA STORIA DEI PESI E DELLE MISURE

I murales avevano aperto una grande ferita nel piccolo emisfero doriano.

Prima la società, non si sa se direttamente da parte di quel signore oggi in forzata villeggiatura o da chi per esso, poi i tifosi che si sono dipinti le loro “opere d’arte” da strada, termine questo inteso con un’estensione più volgare, passando per tifosi “illuminati” talvolta travestiti da giornalisti hanno da subito manifestato il loro malumore e la loro voglia di giustizia.

Loro sentore comune era che quei fuorilegge che avevano imbrattato i limpidi muri esterni dello stadio sarebbero dovuti esser processati a Bogliasco e giustiziati in piazza vittorio veneto; sorte che non avevano subìto in quanto primogeniti di una opinione pubblica genovese che da sempre li privilegia a dispetto dei disconosciuti figli di un dio minore, certamente a ragione, quali loro si sentono.

Congetturalmente discorso limpido e che non farebbe una piega se anche avesse solo un un per cento di verità.

Lo stato dei fatti, però, è evidentemente diverso.

Ne abbiamo avuto una testimonianza diretta nella giornata di ieri.

Il gabbio (che brutta espressione), del loro presidente viene accolto come una “liberazione”! Così il civilissimo popolo blucerchiato con uno stile tutto suo, dopo gli amorevoli appostamenti ai cavalcavia, il “dono” dei rubinetti offerto ai propri ex idoli, e dopo aver augurato la morte, solo per citare alcune delle “creme” di casa, può godere della privata libertà di qualcuno.

Un vero stile da imitare.

A questo punto, però, vorrei porre una semplice domanda a lor signori: la carcerazione del loro presidente è stata trattata dai media come fatto quando di mezzo vi erano le “malefatte” di colui che fino a qualche mese fa deteneva la maggioranza del pacchetto azionario del Grifone?

Vi libero dal rispondere…

Da ieri si assiste ad un riuscitissimo esercizio di stralcio della posizione del romano rispetto a quella della società di corte Lambruschini.

La rivincita del brutto anatroccolo che viene liberato dal malfattore.

Sinceramente questo accorato senso di giustizia e difesa nei confronti della società a Genova dal millenovecentoquarantasei non ho mai notato fosse adottato anche per la Società più antica d’Italia e prima società di Genova.

Ma pazienza.

Ci fa piacere apprendere come i tifosi dalla combinazione di colori più belli dell’universo, possano ora dormire tra due guanciali certi che già ci sia la fila di magnati, arabi o cinesi non importa, pronti a rilevare il marchio e portarlo dove merita di stare: in cima al mondo pallonaro.

Noi, dal nostro canto assistiamo divertiti a questa parodia che da comica sta pian piano virando sul tragico; ma shhhhh non lo dite a nessuno.

Tanto la posizione della società da sempre modello nel mondo è stralciata rispetto a quella di colui che fino a ieri ne era “solo” il presidente. O almeno così dicono quei cattivoni da sempre e solo “genoani”…

Viva voi…. Siete meravigliosi

Luca Ferrari
Luca Ferrari, che di sè dice: “Ciao a tutti, mi chiamo Luca Ferrari, sull’età sorvolerei… Sono zeneize purissimo sangue. Sono malato di Genoa, tanto da perdere il senno. Segni particolari : bellissimo….”

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